Gii eredi si suddividono in due categorie:  da una parte ci sono gli eredi legittimi e dall’altra gli eredi di una parte legittima.[1]

GLI EREDI LEGITTIMI

Si ha successione legittima ogni qual volta il testatore stesso non ha disposto altrimenti. Gli eredi legittimi sono i consanguinei e il coniuge del testatore. In mancanza di tali persone l’eredità passa allo Stato.

Il Codice civile svizzero (CC) è fondato sul cosiddetto sistema del grado di parentela e suddivide i consanguinei secondo la prossimità di parentela con il testatore. 

Le persone con un grado di parentela più lontano possono divenire eredi legittimi solo se non ci sono eredi fra i parenti di grado più prossimo.

  • Al primo grado di parentela appartengono i discendenti del testatore stesso.
  • Al secondo grado di parentela appartengono i genitori del testatore e tutti i loro discendenti (comuni o individuali).
  • Al terzo grado di parentela appartengono i nonni del testatore e i loro discendenti.

FRA QUESTI GRADI DI PARENTELA VI È UN ORDINE DI PARTECIPAZIONE ALLA SUCCESSIONE

Per primi ci sono i parenti di primo grado. I parenti di secondo grado intervengono solo se non ci sono parenti di primo grado. Se anche qui non ci sono eredi, l’eredità passa ai parenti di terzo grado.

LA RIPARTIZIONE ALL’INTERNO DELLE DIVERSE PARENTELE SOTTOSTÀ AI PRINCIPI SEGUENTI

  • la limitazione alla generazione più vicina possibile ;
  • il principio d’uguaglianza fra fratelli e sorelle.

SE UNA PERSONA AVENTE DIRITTO NON PUÒ EREDITARE, PERCHÉ É DECEDUTA O HA RINUNCIATO ALL’EREDITÀ O É STATA DISEREDATA O PERCHÉ INDEGNA ALLA SUCCESSIONE, VALGONO LE REGOLE SEGUENTI

  • Il principio del subentro: se manca una persona, al suo posto subentrano i suoi figli.
  • Il principio dell’accrescimento: in assenza di un erede legittimo, la sua parte va a favore dei suoi coeredi di pari livello. L’accrescimento è in primo luogo a favore della propria stirpe. Il principio di accrescimento tuttavia è secondario rispetto al principio di subentro, ossia viene applicato soltanto in seconda istanza.

Il coniuge superstite ha i diritti sul patrimonio del coniuge defunto derivanti dalla liquidazione del regime dei beni e dal diritto successorio. Non fa parte di alcuna parentela, ma è comunque erede legittimo, indipendentemente dalla parentela esistente.

Tuttavia la sua parte varia, a seconda dei parenti con cui deve condividerla:

  • nei confronti dei parenti di primo grado: la metà
  • nei confronti dei parenti di secondo grado: tre quarti
  • nei confronti dei parenti di terzo grado: l’intera eredità

ESEMPIO

La testatrice E lascia l’eredità al proprio marito D e alla propria madre A e a un fratello C. Il loro figlio in comune A, come unico discendente di E, è già deceduto. Pertanto subentrano i parenti di secondo grado come consanguinei aventi diritto alla successione. A parte i parenti di secondo grado, il coniuge superstite D riceve quindi tre quarti dell’eredità. Il restante quarto va per metà alla madre A della testatrice, la quale riceve così 1/8. Il rimanente ottavo sarebbe stato del padre B. Tuttavia, dal momento che anch’egli è deceduto, suo figlio C (= fratello della testatrice) subentra al suo posto.

GLI EREDI DI UNA PARTE LEGITTIMA

Il diritto alla parte legittima nasce dall’idea che una determinata cerchia di congiunti stretti del testatore dovrebbe avere un diritto minimo alla sua eredità. La possibilità per il testatore di disporre liberamente della propria successione è pertanto limitata, a favore di una determinata cerchia di persone. A queste persone spetta per legge una parte determinata del patrimonio del testatore che non può essere loro sottratta. Questo diritto minimo alla successione stabilito per legge è definito parte legittima e le persone che ne hanno diritto sono definite eredi di una parte legittima.

La parte disponibile è la frazione della successione che rimane una volta dedotte le parti dovute per legge. Con tale parte a disposizione, il testatore può fare quello che desidera. È possibile rinunciare alla pate legittima. Occorre però stipulare un contratto prima della successione (testamento). Le parti legittime dovrebbero andare unicamente a vantaggio dei familiari più prossimi. In tale contesto, più é grande la distanza, più diminuisce la quota.

SUSSISTONO I SEGUENTI FATTORI RELATIVI ALLA PARTE LEGITTIMA:

  • il coniuge = 1/2
  • i discendenti = 3/4
  • i genitori = 1/2 (tuttavia solo se non ci sono discendenti)

ESEMPIO

Qualora il testatore vedovo lasci un figlio, la parte di eredità legittima del figlio si applica totalmente (= 1/1 dell’eredità). Pertanto la parte legittima si calcola in questo modo: 3/4 x 1 = 3/4. Pertanto, la quota disponibile corrisponde a 1/4 della successione.
Se un testatore non coniugato, vedovo o divorziato lascia più figli, questi ereditano in parti uguali. A seconda del numero di fratelli e sorelle, ad ognuno spetta una parte legittima dei 3/4.
In altre parole: se i fratelli sono due, ognuno riceve 3/8 (= 3/4 x 1/2); se sono tre, ognuno riceve 1/4 (= 3/4 x 1/3). La quota disponibile resta sempre di 1/4 come nel primo esempio.


[1]https://www.orion.ch/it/Guida-giuridica/Guida/Vita-quotidiana-e-consumo/le-b-a-ba-de-lheritage.php